115 ANNI E NON SENTIRLI..

Oggi vi parlo di un capo ‘senza tempo’ che amo molto e che (finalmente) è arrivato il momento di indossare.
E’ un passe-partout nei guardaroba sia maschili sia femminili, ma non si usa tutto l’anno. C’è un colore per eccellenza per cui lo conosciamo, anche se non è il colore del primo modello che è stato creato. Avete già capito? Un ultimo indizio.. lo troviamo sempre nei film 'gialli' o 'thriller' indosso all’investigatore privato, avvolto da questo alone di mistero di cui solo lui è capace.

Brave!! E’ proprio lui: il Trench Coat.

Lo conoscete tutte, vero? Il classico impermeabile, conosciuto per lo più nella versione beige, doppiopetto, con cintura in vita e falda triangolare sovrapposta all’allacciatura.
Bene, forse però non tutte sapete che questo capo ormai indispensabile in tutti i guardaroba del mondo, nacque su richiesta del ‘Ministero della Guerra Inglese’ nel 1901 (ha 115 anni portati benissimo) che ordinò un modello di ‘cappotto impermeabile’ per uso militare. (Trench significa trincea, appunto.)
La creazione di questo nuovo indumento venne affidata al proprietario di alcuni magazzini del Surrey, Thomas Burberry (non so se il nome vi dice qualcosa, forse il cognome), già specializzato nella produzione di modelli impermeabili in gabardina.
Il modello venne ovviamente creato apposta per le forze dell’esercito, per cui venne realizzato nel color ‘khaki’ , venne inoltre dotato di spalline militari e furono studiati dei cinturini sui polsi dotati di anelli a forma di “D”, che potessero essere usati per appendere bombe a mano, guanti, binocoli ed altri oggetti utili in situazioni di guerra (doveva essere principalmente un capo funzionale).
Contrariamente al modello di moda oggi, la prima creazione fu realizzata lunga fino alle caviglie per proteggere le gambe, fino all’orlo degli stivali, dalle intemperie e dal fango.

Dopo la Grande Guerra, negli anni Venti, divenne di uso comune, nella versione sopra al ginocchio: nel periodo della depressione post-bellica infatti era considerato più pratico e soprattutto più conveniente economicamente di un eventuale cappotto.

Divenne celebre quando apparve al cinema negli anni Quaranta, indossato (solo per citarne alcuni), prima da Humphrey Bogart in ‘Casablanca’ fino ad arrivare alla versione femminile portata con gran classe da Greta Garbo. Vent’anni più tardi lo ritroviamo anche nel grande successo cinematografico ‘Colazione da Tiffany’ indossato divinamente dalla splendida Audrey Hepburn. (Ricordate la scena finale del film?)

Dagli anni Quaranta ad oggi il Trench è diventato sinonimo di casual vintage, è l’impermeabile ‘stiloso’ da giorno e lo troviamo in tutti i colori possibili, con qualche modifica che lo riporta dal 'mondo militare' a quello 'cittadino' dei giorni nostri.
E’ un capo che non può mancare nel nostro guardaroba, anche nelle versioni meno costose (senza per forza arrivare a quello di Burberry) , a quelle più rivisitate, riadattate e colorate.

Attenzione però, il Trench non è un cappotto e quindi è sicuramente utile per ripararsi dalle intemperie della stagione Autunnale o Primaverile, ma non tiene caldo, quindi è da riporre nell’armadio appena arriva il freddo inverno.

Direi che ora sappiamo proprio tutto quel che c'è da sapere su questo 'evergreen' adatto a tutti, non vi resta che provarne un po' e trovare il più adatto a voi (fate soprattutto attenzione alla lunghezza, all'allacciatura e al colore).
Di seguito, ho selezionato una ‘carrellata’ di immagini, dalle prime apparizioni cinematografiche fino ad arrivare ai giorni nostri. Scegliete il vostro preferito e poi di corsa a comprarlo che non c’è tempo da perdere, l’autunno è già iniziato!

Se avete bisogno di consigli perché siete indecise su quale scegliere, contattatemi all'indirizzo mail:
josephine.loveyourselfproject@gmail.com

Alla prossima,

Jo